Secondo la tradizione l'arrivo della quaresima coincide con un periodo di rinunce. C'è però un'eccezione a questa astinenza da dolci e leccornie varie: il maritozzo detto appunto quaresimale. Un tempo si trovava soprattutto dai fornai che usavano arricchirlo con uvetta, pinoli e candidi.
Oggi possiamo gustarlo più facilmente nei bar della capitale farcito con abbondanti quantità di panna e il nostro consiglio è quello di accompagnarlo con una fumante tazzina di caffè!
Però più che la ricetta, molto semplice, incuriosisce il nome, che qualcuno riterrebbe essere un dispregiativo di "marito".
La tradizione di regalare i maritozzi alle ragazze fidanzate potrebbe, quindi, interpretarsi sia come un augurio sia come un'allusione alla natura non proprio positiva del futuro sposo!
Alcuni raccontano invece che il 1° marzo le giovani fanciulle preparavano i maritozzi per i loro futuri sposi. Ed è così che, un po' per il periodo e un po' per il fatto che poi lo sposo diventa anche il papà, il maritozzo resta anche il simbolo romano della festa del papà.
Farina Manitoba, 1kg
Zucchero, 100g
Uova, 3 tuorli e 3 bianchi
Lievito di birra, 35 g
Olio extravergine d'oliva, 75g
Sale, 1 pizzico
Bacca di vaniglia
Burro, 75g
Latte, 300g
Arancia non trattata (o un limone o un mandarino), 1
per la glassa:
Acqua, 40g
per guarnire:
Zucchero a velo
Panna fresca montata